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DEFINITE LE MODALITÀ PER L’UTILIZZO IN COMPENSAZIONE DEL CREDITO PER SPESE DI GIUSTIZIA A FAVORE DEGLI AVVOCATI

• Art. 1, commi da 778 a 780, Legge n. 208/2015
• DM 15.7.2016
Recentemente è stato pubblicato sulla G.U. l’atteso Decreto che definisce le modalità operative relative alla possibilità riconosciuta agli avvocati, c.d. “d’ufficio”, che vantano crediti per spese di giustizia nei confronti dello Stato, di compensare, anche parzialmente, quanto dovuto per imposte, tasse (compresa l’IVA), nonché di pagare i contributi previdenziali per i dipendenti mediante cessione, anche parziale, dei crediti stessi.
A tal fine tramite la Piattaforma elettronica di certificazione i soggetti interessati devono comunicare la scelta per l’utilizzo dei suddetti crediti in compensazione.
In particolare detta scelta può essere esercitata:
− per il 2016, dal 17.10 al 30.11.2016;
− dal 2017, dall’1.3 al 30.4 di ciascun anno.
La compensazione del credito spettante va effettuata con il mod. F24 tramite i (consueti) servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate (non è stato ancora definito il codice tributo utilizzabilie).
Come noto il gratuito patrocinio risponde alla necessità di garantire il diritto di difesa anche alle persone meno abbienti assicurando loro quanto previsto dall’art. 24 della Costituzione, ovvero “i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”.
Si rammenta che con il Decreto 7.5.2015, il Ministero della Giustizia di concerto con il MEF ha aumentato da € 11.369,24 a € 11.528,41 il limite di reddito entro il quale il cittadino può essere ammesso al gratuito patrocinio.
Va evidenziato che se l’interessato all’ammissione al patrocinio convive con il coniuge o con altri
familiari:
• il suddetto limite è aumentato di € 1.032,91 per ogni familiare convivente;
• il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’interessato.
L’art. 1, commi da 778 a 780, Finanziaria 2016 ha:
• previsto a favore degli avvocati c.d. “d’ufficio” che vantano crediti per spese di giustizia nei confronti dello Stato, in qualsiasi data maturati e non ancora saldati, la possibilità di compensare, anche parzialmente, quanto dovuto per imposte, tasse (compresa l’IVA) nonché pagare i contributi previdenziali dei dipendenti mediante cessione, anche parziale, dei crediti entro il limite massimo degli stessi, aumentato dell’IVA e del relativo contributo previdenziale (CPA). La compensazione è consentita a condizione che non sia stata proposta opposizione al Decreto di pagamento ex art. 170, DPR n. 115/2002;
• demandato l’emanazione delle disposizioni attuative ad un apposito Decreto.
Con la recente pubblicazione sulla G.U. 27.7.2016, n. 174 del DM 15.7.2016, il MEF di concerto con il Ministero della Giustizia ha definito gli aspetti necessari per rendere operativa l’agevolazione
in esame.


REQUISITI DEI CREDITI UTILIZZABILI IN COMPENSAZIONE

In base a quanto disposto dall’art. 3 del Decreto in esame i crediti sono utilizzabili in compensazione nel rispetto dei seguenti requisiti:
1. devono essere liquidati dall’Autorità giudiziaria con Decreto di pagamento di cui all’art. 82,
DPR n. 115/2002;
2. non devono essere pagati, nemmeno parzialmente e non deve essere stata proposta opposizione di pagamento ex art. 170, DPR n. 115/2002;
3. in relazione agli stessi deve essere stata emessa fattura elettronica / cartacea “registrata” sulla Piattaforma elettronica.
Sul punto il comma 5 del citato art. 3 specifica che, tramite la Piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti (PCC), con riferimento alle suddette fatture (elettroniche / cartacee) l’interessato deve esercitare l’opzione al fine di utilizzare il credito in compensazione e dichiarare tramite atto di notorietà il rispetto dei predetti requisiti.
La scelta in esame va esercitata per l’intero importo della fattura:
per il 2016 dal 17.10 al 30.11.2016;
dal 2017 dall’1.3 al 30.4 di ciascun anno.

SELEZIONE DEI CREDITI ATTRAVERSO LA PIATTAFORMA ELETTRONICA

In base all’art. 4 del Decreto in esame la Piattaforma elettronica di certificazione “seleziona le fatture elettroniche ovvero cartacee registrate per le quali è stata esercitata l’opzione e resa la dichiarazione … per l’ammissione alla procedura di compensazione”.
La selezione in esame avviene fino a concorrenza delle risorse stanziate dalla Finanziaria 2016
(€ 10 milioni), dando priorità alle fatture più remote e qualora le stesse siano emesse lo stesso giorno considerando l’ordine cronologico della dichiarazione di atto di notorietà.
In caso di superamento del suddetto limite, la relativa fattura viene esclusa per l’intero importo dalla selezione per l’ammissione alla procedura di compensazione.
In tal caso è possibile comunque, per il medesimo credito, esercitare l’opzione e rendere la dichiarazione di atto di notorietà per gli anni successivi.
Per ciascun fattura la Piattaforma elettronica di certificazione rilascia apposita comunicazione di
ammissione alla procedura di compensazione.
Per le fatture non ammesse, l’opzione si intende automaticamente revocata.
Va infine evidenziato che, entro 5 giorni dalla scadenza del termine sopra indicato, la Piattaforma
elettronica di certificazione trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei soggetti beneficiari e del
relativo importo utilizzabile in compensazione.
PROCEDURA DI COMPENSAZIONE
Ai sensi dell’art. 5 del Decreto in esame i crediti selezionati sono utilizzabili in compensazione:
• a partire dal quinto giorno successivo alla trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate,
mediante il mod. F24, esclusivamente tramite i (consueti) servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate;
• per il pagamento di debiti fiscali dell’interessato e dei contributi previdenziali dei dipendenti;
• anche in più soluzioni nei limiti dell’importo comunicato dalla Piattaforma elettronica di certificazione.
Il mod. F24 sarà scartato qualora: il soggetto che utilizza il credito in compensazione non sia ricompreso nel suddetto elenco; l’importo del credito utilizzato sia superiore all’ammontare del credito spettante; l’addebito del saldo non sia andato a buon fine; l’utilizzo in compensazione degli eventuali crediti, diversi da quelli per i quali spetta l’agevolazione in esame, non risulti conforme “alle disposizioni vigenti in tema di controllo preventivo delle compensazioni”.
Lo scarto del mod. F24 viene comunicato “attraverso apposita ricevuta consultabile sul sito internet
dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate”.
È demandata all’Agenzia delle Entrate l’istituzione dello specifico codice tributo da riportare nel
mod. F24.


CONTROLLI RELATIVI ALLE DICHIARAZIONI

L’art. 6 del Decreto in esame dispone che la scelta e l’atto di notorietà sono controllati dal Ministero
della Giustizia con le modalità di cui all’art. 43, DPR n. 445/2000.
In particolare il comma 1 del citato art. 43 dispone che “le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonchè tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell'interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall'interessato”.

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